domenica 17 maggio 2009

Al fianco dei lavoratori in lotta per cambiare il Paese

Articolo di Tino Magni per il sito di Sinistra Democratica.it

Ancora una volta assistiamo nel nostro paese ad un paradosso per alcuni versi buffo se non fosse per la sua drammaticità. L’amministratore delegato della Fiat, il signor Marchionne, è diventato l’uomo più importante del settore dell’auto a livello mondiale incrementando la sua popolarità, mentre migliaia di uomini e donne, che in questi mesi stanno soffrendo per la loro continua riduzione del proprio potere d’acquisto per effetto del taglieggiamento dei loro salari determinato dalla continua messa in cassa integrazione, sono praticamente soli e invisibili senza certezza per il futuro visto che oggi vedono messo a rischio il loro posto di lavoro.
Penso che i drammi personali e collettivi che stanno vivendo questi lavoratori e queste lavoratrici e le loro famiglie non fanno notizia, anche perché in questo paese non esiste più una sinistra in grado di dare voce e rappresentanza in modo collettivo ai loro bisogni, oltre che essere in grado di dare una sponda politica alle iniziative di lotta come quella che oggi organizzate dal sindacato dei metalmeccanici.
La sconfitta è introiettata dentro il vivere quotidiano delle persone che si sentono impotenti e perciò non credono al possibile cambiamento.
Noi di Sinistra e Libertà siamo consapevoli che questa situazione non la si può ribaltare nel breve periodo ma abbiamo l’ambizione di mettere in campo un progetto politico, culturale e sociale in grado di seminare un pensiero: cambiare è possibile. Ma per cambiare occorre partire dalla consapevolezza che dentro i luoghi di lavoro la differenza di classe esiste anzi per alcuni versi è più accentuata che nel passato.
Per questo ci sentiamo impegnati al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici della Fiat e dei loro sindacati nella battaglia per la difesa dei posti di lavoro, della salvaguardia del reddito e siamo contro a qualsiasi ipotesi di licenziamento e della chiusura dei siti produttivi.
Per dare però concretezza a queste affermazioni è necessario che si costruisca nel paese un grande movimento di massa sui temi della redistribuzione della ricchezza, sulla redistribuzione del lavoro, riprendendo una battaglia -anche culturale- sulla riduzione degli orari, per uno sviluppo ecologicamente compatibile, per l’innovazione tecnologica, per un sapere diffuso.
Nel chiedere ai lavoratori e alle lavoratrici di sostenerci in questa battaglia diciamo loro che devono pretendere, da noi e dalle altre forze politiche di centro sinistra, un impegno non propagandistico ma proposte ed azioni che siano in grado di durare nel tempo per battere la cultura di destra e razzistica di questo Governo, oltre che obbligarlo a svolgere un ruolo di programmazione sui temi dell’economa, attraverso interventi concreti in favore dell’occupazione e della salvaguardia del reddito dei lavoratori Fiat e non solo, dirottando da subito i soldi già stanziati per opere pubbliche faraoniche che forse mai verranno realizzate come il ponte sullo stretto.

Nessun commento:

Posta un commento