venerdì 8 maggio 2009

Il sistema della mobilità: aspettando l’Alptransit

Le previsioni sono che nel 2018 la grande trasversale alpina ferroviaria da Lugano al lago dei Quattro Cantoni entrerà in funzione lungo un percorso in massima parte in galleria, di cui una di base al Gottardo di ben 57 chilometri, che metterà in collegamento diretto e veloce il Mediterraneo con il mare del Nord.
Sul versante italiano, la recente notizia che la Regione Lombardia ha finanziato per 300.000 € lo studio di fattibilità del traforo ferroviario fra la Val Chiavenna e la Valle Mesolcina (Grigioni) è passata quasi inosservata nel territorio lecchese. Questa decisione premia anche la Provincia di Lecco che nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.) in vigore dal 31/3/2004 ha inserito nella Relazione Illustrativa e nella Nota Generale alle Schede Progetto la proposta di un traforo ferroviario fra Chiavenna e la Val Mesolcina come necessità strategica di collegamento all’Alptransit a Bellinzona e poi al Sempione attraverso una pedemontana ferroviaria Sondrio-Colico-Chiavenna-Bellinzona-Locarno- Domodossola, al fine di evitare l’isolamento dell’Alto Lario, della Valtellina e della Val Chiavenna.

A sostegno di questo progetto la Provincia di Lecco organizzò presso il Comune di Colico un Convegno il 24/04/ 2004 e la Provincia di Sondrio un altro il 28/04/2009.
Aspettando l’Alptransit uno dei più urgenti interventi per il lecchese riguarda l’ammodernamento della linea Lecco-Como, segmento di una linea ferroviaria pedemontana Bergamo-Lecco-Como-Varese che permetterà un rapido collegamento all’Alptransit a Como e agli aeroporti di Malpensa e Orio al Serio.

Nota di Pierfranco Mastalli - collegio provinciale n. 10 – Lecco 2 (Lecco Centro e Pescarenico)

Nessun commento:

Posta un commento